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La Rocca di Cittareale
Sec. XIII - XV

La rocca di Cittareale



Nella prima metà del 1200 l'imperatore svevo Federico II, nel tentativo di tenere sotto controllo quelli che erano i confini più lontani e più a Nord del suo regno, costruì e ristrutturò una serie di roccaforti militari. Sebbene le fonti non diano precise informazioni sulla costruzione di una Rocca a Civitas Regalis (Cittareale) si è portati a pensare che fu proprio durante l'epoca sveva che la Rocca vide la luce. Segno inequivocabile di questo legame, oltre alla tradizionale denominazione "Rocca di Re Manfredi" (figlio naturale di Federico II), è la presenza dell'aquila sveva nello stemma comunale di Cittareale (come per le città di Palermo e L'Aquila).
Correva l'anno 1329 quando, sul suolo dell'antico nuc
leo insediativo, il Vicus Phalacrinae, per volere di Re Roberto d'Angiò nacque Cittareale. Il nuovo centro, fondato grazie ad un decreto Regio emesso dal Castello di Castellammare di Stabia, assumeva un'importanza strategica all'interno di quella vasta operazione di rafforzamento dell'Abruzzo montano portata avanti dalla corona angioina. La nuova città era ubicata in una delle zone più periferiche del Regno di Sicilia e dunque investita di un ruolo strategicamente molto delicato nelle operazioni di controllo del confine: Cittareale e la sua Rocca sorgevano proprio in prossimità di uno dei punti nevralgici di resistenza contro le mire espansionistiche di potenti città come Norcia e Cascia, poste nei territori della Chiesa.
Nel 1479, dopo ripetuti attacchi subiti, Cittareale viene devastata dall'offensiva delle città di Ascoli e di Amatrice. Sarà l'intervento di Ferdinando I d'Aragona, che obbligò la cittadinanza di Amatrice a restituirei beni agli abitanti di Cittareale e a ricostruire la Rocca, a "consegnarcela" così come appare; la fortezza che oggi ammiriamo è databile dunque al periodo aragonese (fine del 1400), mentre è stata confermata la preesistenza di una Rocca all'interno dell'attuale.
Verso la fine del XV secolo, con l'introduzione dell'uso della polvere da sparo, cambiano le tecniche offensive e difensive. Appaiono i primi rudimentali cannoni, capaci di sparare circa tre colpi all'ora. Si abbandonano nel tempo i classici castelli a recinto. Le torri quadrangolari site nei quattro vertici delle roccaforti sono sostituite da torri circolari con un profilo a "scarpata", capaci di deviare più facilmente i colpi d'artiglieria e scompaiono i merli, facilmente soggetti a crolli.
Nel livello inferiore della Rocca (quello venuto alla luce solamente dopo gli scavi), notiamo la presenza di "case matte" (così chiamate dal dio della guerra, Marte), vani dove veniva collocata l'artiglieria, grazie ad apposite feritoie composite a forma di croce (verticale per gli archi, orizzontale per le balestre) accoppiate ad una feritoia tonda per i cannoni, adeguamento necessario proprio in virtù delle nuove tecniche introdotte.

Planimetria della Rocca di CittareleDal punto di vista architettonico è importante notare innanzitutto la forma triangolare, inusuale al tempo, il grande torrione a becco di sprone (che punta a Nord, e sembra quasi essere la prua di una nave), il rivestimento murario in pietra arenaria, e la base in pietra calcarea con un toro, elemento prettamente decorativo, quindi curioso, vista la funzione esclusivamente militare e non residenziale della Rocca.
Particolare che suscita estremo interesse è la presenza di semisfere sul rivestimento murario che sembrano incastonate nella pietra. Sulla funzione di queste semisfere si sono susseguite varie ipotesi: chi dice avessero scopo prettamente intimidatorio, quasi a dire che la Rocca assorbiva la forza delle cannonate, chi invece sostiene che siano la raffigurazione di alcune costellazioni celesti, teoria tanto affascinante quanto difficilmente dimostrabile. Come si può notare da alcuni particolari, la Rocca non è mai stata terminata, forse per un cambiamento geopolitico nella nostra zona.




Antica raffigurazione di Cittareale nel 1448
Questa è invece la più antica raffigurazione del centro di Cittareale datata 1448 e conservata presso l'Archivio Storico di L'Aquila. Da questo scarno ma preciso schizzo è possibile trarre alcune fondamentali informazioni:
- la rocca di Cittareale all'epoca della raffigurazione era sempre posta a monte del centro abitato ed era collegata al centro da un ponte levatoio;
- erano presenti degli apparecchi di cortina a sporgere;
- il nucleo abitato era completamente circondato da una imponente cinta muraria con la presenza di tre porte di ingresso;
- la struttura urbanistica del centro di cittareale ricalca perfettamente la prerogative del periodo angioino riprendendo i principi delle "bastides" francesi del XIII secolo.

E' fondamentale ricordare che il centro di Cittareale mantiene intatta la sua perfetta struttura urbanistica fatta di 3 strade principali ed incroci ad angolo retto e l'imponente cinta muraria cittadina.











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